La manichetta per gli impianti mobili

di Lucia Bortolini

 

da Macchine e Motori Agricoli, suppl. al n. 12 - 2000

 

 

Gli impianti di irrigazione mobili a manichetta flessibile sono sistemi estremamente semplici il cui costo è accessibile a tutte le tasche e che non richiedono particolare impegno progettuale. Pur nella loro semplicità possono garantire anni di servizio a patto che i materiali utilizzati siano di buona qualità.
Gli elementi che compongono questo tipo di impianto sono essenzialmente due: il tubo o manichetta flessibile e l’irrigatore. Il collegamento tra questi due elementi e tra il tubo e il rubinetto viene affidato a speciali raccordi, normalmente del tipo ad innesto rapido.
Sul mercato si possono trovare modelli di irrigatori adatti a tutte le esigenze in grado di bagnare aree circolari e non, e dotati di tecnologia anche molto avanzata. Ma anche per i tubi ed i raccordi si è potuto assistere in questi ultimi anni a notevoli passi avanti nella tecnologia applicata, che consente ormai di disporre di materiali estremamente affidabili.

I tubi
Questi serpenti colorati che si allungano nel giardino hanno potuto godere negli ultimi anni di una seria ricerca tecnologica avanzata nella produzione.
Il ruolo di una manichetta è semplice: trasportare l’acqua dal rubinetto all’irrigatore. Un buon tubo deve essere abbastanza flessibile ma molto resistente e sufficientemente leggero per poterlo trasportare senza troppa difficoltà nel prato.
Tutti i tubi resistono alle normali pressioni degli acquedotti che variano da 2 a 6 bar. Ma nel caso di un’improvvisa interruzione del flusso d’acqua, come nel caso di distacco del terminale dotato di dispositivo “acqua-stop”, si verifica un aumento della pressione conosciuto con il nome di colpo d’ariete. Per questo è importante che, se la pressione normale di funzionamento è di 3-4 bar, il tubo sia in grado di resistere a pressioni almeno del doppio.
Per ridurre le perdite di pressione, la parete interna del tubo (fodera per gli specialisti) deve essere il più possibile liscia. Viceversa, una parete rugosa determinerebbe un forte attrito contrastante il movimento dell’acqua, con aumento della turbolenza e conseguente calo della pressione.
Un altro importante fattore è la resistenza all’attorcigliamento sul terreno che ne rende fastidioso l’uso ed il recupero. Passati decisamente i tempi del tubo in vinile verde opaco, tanto rigido e fragile con le basse temperature quanto morbido se messo al sole, i produttori si sono orientati verso la produzione di tubi costituiti da più materiali, prediligendo quelli più facilmente riciclabili e leggeri.
Il rivestimento interno è in PVC. Esistono modelli con interno alettato che permette all’acqua di scorrere anche se il tubo è annodato o schiacciato. Talvolta è usato uno strato extra di rinforzo.
Il secondo strato è un rinforzo in fibra sintetica che ne aumenta la resistenza alla pressione. Questo può essere realizzato con due procedure diverse: la lavorazione a maglia e a treccia. La lavorazione a maglia riveste il tubo con una fodera a catene interconnesse in grado di conferire al tubo grande flessibilità ma non evita l’attorcigliamento. Questo problema è stato superato dalla tecnica NTS (No Torsion System) con lavorazione a treccia. La treccia è costituita da un reticolato formato avvolgendo uno stesso numero di fili in un senso e nell’altro, che elimina la tendenza all’attorcigliamento. Questi tubi, pur essendo meno flessibili, risultano anche più resistenti alla pressione.
Il tubo deve resistere all’azione degradante degli agenti esterni (luce, alte e basse temperature, ecc.) ed alle notevoli sollecitazioni dovute ai frequenti arrotolamenti, srotolamenti e stiramenti. Per questo anche lo strato esterno deve essere di buona qualità. Normalmente lo strato esterno è in PVC colorato, rafforzato da additivi che ne aumentano la resistenza ai raggi UV, alle alte e basse temperature e all’abrasione.
Da ricordare che il giallo è sinonimo di migliore qualità. Tra l’altro, i tubi gialli sono più facilmente individuabili nel prato.
Quindi, dato che attualmente esistono sul mercato manichette di durata elevatissima, non è il caso di esitare di fronte ad un investimento su di un tubo di alta qualità anche se più costoso. Il solo nemico per una buona manichetta è infatti rappresentato dal tosaerba. Attenzione, quindi, a riavvolgere il tubo prima di effettuare lo sfalcio!

La scelta del diametro
La scelta del diametro dipende dalla lunghezza del tubo e dalla pressione di ingresso (al rubinetto). Le leggi dell’idraulica insegnano che, a parità di portata, aumentando il diametro della tubazione diminuiscono le perdite di pressione. In termini pratici questo vuol dire che, per tubi di lunghezza inferiore a 20-25 metri è sufficiente un diametro di 13 mm mentre il diametro superiore (16 mm) può andar bene per tubi fino a 50 metri. Nel caso di giardini di maggiori dimensioni e, quindi, di manichette di maggiori lunghezze, il maggior diametro richiesto comporta un aumento del peso complessivo della manichetta che diventa difficile da trasportare nel giardino ed arrotolare nel tamburo del carrello avvolgitubo. Se ci si vuole avvalere di un sistema mobile di irrigazione con manichetta è quindi opportuno, in quest’ultimo caso, predisporre più punti di presa dell’acqua.

I raccordi
Attualmente i raccordi automatici in plastica sono i più diffusi. Anche per i raccordi, come per gli altri prodotti di tipo hobbistico, le ditte produttrici si sono indirizzate verso forme sempre più ergonomiche, pratiche e funzionali che li rendono estremamente maneggiabili.
Per rendere più facili i collegamenti tra rubinetto, tubo e irrigatore si utilizzano raccordi ad “attacco rapido” che si sganciano tirando semplicemente all’indietro una ghiera appositamente sagomata. La fine del tubo può convenientemente essere attrezzata con i raccordi “acqua stop” che, bloccando il flusso dell’acqua quando vengono staccati, permettono di sostituire il terminale senza dover chiudere il rubinetto.
Anche in questo caso il maggior costo premia solitamente i raccordi di migliore qualità . Infatti, i continui strappi e le torsioni, dovute al normale utilizzo delle manichette, provocano un progressivo sfilamento del tubo dal raccordo che comincia di conseguenza a “perdere acqua”. Tutti i produttori propongono raccordi che stringono il tubo per un miglior fissaggio ma recentemente sono stati proposti modelli che si distinguono per una tenuta eccezionale. Essi sono caratterizzati da uno speciale blocco di sicurezza che impedisce al raccordo di sganciarsi accidentalmente, e da una particolare prolunga che mantiene il tubo ben fisso all’interno del raccordo anche se sottoposto a strappi o torsioni.