La giusta distanza fra gli irrigatori

di Lucia Bortolini

 

da Macchine e Motori Agricoli, suppl. al n. 6 - 2000

 

 

L’irrigazione è certamente una pratica colturale indispensabile nei nostri ambienti, soprattutto duranti i mesi più caldi estivi; ma per assicurare la buona riuscita di un tappeto erboso, oltre ad effettuare con regolarità le bagnature, è necessario che la distribuzione dell’acqua risulti il più uniforme possibile. In altre parole, è bene applicare l’acqua nelle giuste quantità con tempestività, ma anche fornendo gli stessi quantitativi su tutti i punti dell’area irrigata.
Già in fase di progettazione l’impianto di irrigazione deve essere studiato in modo da assicurare una elevata uniformità di distribuzione, disponendo gli irrigatori in modo che tutte le parti del prato irrigato ricevano nel modo più omogeneo possibile l’acqua. Nella fase di progettazione, quindi, oltre alla scelta del tipo più idoneo di irrigatore, particolare attenzione dovrà essere riposta sul posizionamento degli irrigatori.

L’importanza della sovrapposizione dei getti
L’intensità di aspersione di un irrigatore diminuisce all’aumentare della distanza dall’irrigatore stesso. Questo è dovuto al fatto che l’irrigatore bagna superfici con aree sempre più maggiori a mano a mano che ci si allontana dall’irrigatore stesso. Per avere una distribuzione costante l’irrigatore dovrebbe erogare una portata d’acqua maggiore verso le zone più distanti.
Normalmente le ditte produttrici di materiali professionali riportano nei cataloghi i valori di gittata, portata e pressione ottimale di funzionamento ed in alcuni casi anche un valore indicativo dell’intensità di precipitazione (o intensità di aspersione) a seconda del posizionamento degli irrigatori sul prato, ovvero del loro schema di avanzamento.
Altrettanto importante, però, sarebbe conoscere la curva di caduta (detta anche diagramma di distribuzione) prodotta da ogni irrigatore sull’area interessata dal suo getto. Si tratta di un grafico che riporta sull’asse delle ascisse la distanza dall’irrigatore e sull’asse delle ordinate l’intensità di aspersione (mm/h o litri all’ora per metro quadro) ed in pratica permette di visualizzare la variazione di tale intensità sulla superficie bagnata dall’irrigatore. La conoscenza di questa curva risulta estremamente interessante nella progettazione in quanto è in grado di fornire indicazioni sulla qualità dell’erogatore ma anche sulla distanza e posizionamento che assicurano la più elevata uniformità di distribuzione d’acqua sul prato.
Una elaborazione precisa ed attendibile di questi e altri parametri può essere ottenuta presso laboratori specializzati, come il Laboratorio Nazionale per l’Irrigazione di Pisa, diretto dal Prof. Pier Gino Megale dell’Università di Pisa.
In mancanza di queste curve, una valutazione più empirica del grado di uniformità di distribuzione può essere ottenuta ponendo dei pluviometri o contenitori graduati lungo due o più linee rette nell’area interessata dagli irrigatori e misurando dopo 30 minuti o un’ora i millimetri di acqua intercettata da ogni recipiente.
Se si analizzano le curve di distribuzione, si può notare che generalmente un irrigatore distribuisce l’acqua in modo abbastanza uniforme in una zona poco distante dal punto di erogazione, di ampiezza (plateau) variabile a seconda della bontà dell’irrigatore stesso. Più ampio è il plateau più vasta sarà la zona bagnata uniformemente dall’irrigatore.
In questi ultimi anni le più importanti ditte produttrici hanno studiato ed introdotto nel mercato particolari tipi di boccaglio con un plateau abbastanza ampio e soprattutto in grado di erogare l’acqua anche nella zona più a ridosso dell’irrigatore che soffriva “cronicamente” di mancanza d’acqua.
Comunque ampio sia il plateau, dopo una certa distanza dall’irrigatore si assiste ad una rapida diminuzione dell’intensità di precipitazione per cui si comprende la necessità di sovrapporre i getti degli irrigatori in modo adeguato per assicurare la maggiore uniformità possibile e compensare le irregolarità intrinseche di ciascun erogatore.
La maggiore ampiezza del plateau permette di diminuire la sovrapposizione dei getti, ovvero di aumentare la distanza tra gli irrigatori, con la possibilità di notevoli risparmi sui costi di installazione ma anche di funzionamento, soprattutto in merito alla riduzione dei consumi d’acqua legati alle minori perdite per sovra adacquamento.

L’azione del vento
Un fattore che può influenzare le caratteristiche distributive di un irrigatore è il vento. Il vento agisce sul getto d’acqua modificando la forma e la posizione della zona bagnata, che assume una forma ovoidale allungata in direzione del vento, e alterando l’andamento della curva di caduta.
È evidente che in condizione di vento forte anche l’uniformità di distribuzione viene decisamente pregiudicata, per cui, in fase di progettazione, dovrà essere attentamente valutata l’opportunità di scegliere irrigatori a getto teso con angolo di gittata (o traiettoria) basso (alzo 15°) o piatto (alzo 5-7° fino a 0° in alcuni modelli di irrigatori statici), caratterizzati da minore gittata ma anche maggiore resistenza al vento, e/o di modificare lo schema di avanzamento (vedi oltre). Resta comunque sempre valido il principio di riservare all’intervento di irrigazione momenti della giornata normalmente con minore presenza di vento (alba e tramonto).

Gli schemi di avanzamento
Gli irrigatori possono essere posizionati sull’area da irrigare secondo uno schema di avanzamento che li pone ai vertici di due diverse figure geometriche: quadrato e triangolo.
Nello stabilire la distanza tra gli irrigatori è necessario conoscere la gittata utile ovvero il raggio dell’area effettivamente bagnata dall’irrigatore. Questo valore può essere ottenuto leggendo nelle tabelle riportate dalle ditte costruttrici la gittata corrispondente alla pressione a cui verrà fatto funzionare l’irrigatore, apportando delle riduzioni a seconda delle condizioni di ventosità in cui normalmente verrà fatto funzionare l’impianto. Queste riduzioni saranno all’incirca pari a:

  • 10% con assenza di vento;
  • 20% con ventosità fino a 10 km/h;
  • 30% con ventosità superiore a 10 km/h.

La disposizione a quadrato è consigliata nei piccoli giardini, con aree molto regolari dove normalmente si utilizzano irrigatori statici. La distanza tra gli irrigatori si determina mediante la formula

distanza = a = b = gittata utile x 1,41

Così, ad esempio, se la gittata dichiarata dalla ditta produttrice è pari a 5 m, prevedendo di installare l’impianto in zone caratterizzate generalmente da calma di vento, la gittata utile sarà 4,5 m e la distanza tra gli irrigatori risulterà pari a 4,5 x 1,41 = 7,6 ovvero 7 metri e mezzo.
Nelle zone ventose in presenza di venti dominanti di precisa direzione, si può passare dalla disposizione a quadrato alla disposizione a rettangolo avvicinando gli irrigatori posti sulle file perpendicolari alla direzione del vento. In genere, comunque, con un vento superiore ai 20 km/h è preferibile non irrigare perché, come già detto, la disuniformità di aspersione diventa troppo elevata e si rischia di bagnare fuori dall’area stabilita.
La disposizione a rettangolo può essere anche adottata nell’irrigazione di aree irregolari nelle quali è necessario posizionare lungo le zone perimetrali irrigatori a settori variabili.

La disposizione a triangolo si adatta maggiormente a prati di ampie dimensioni, dove si utilizzano irrigatori dinamici con gittata superiore ai 10 metri e dove lungo le zone perimetrali non siano necessari molti irrigatori a settore variabile. In questo caso si distingue una distanza sulla fila degli irrigatori pari a

distanza sulla fila = a = gittata utile x 1,73

ed una distanza tra le file di irrigatori pari a

distanza tra le file = b = gittata utile x 1,5

Naturalmente, in pratica, difficilmente le superfici da irrigare si presentano regolari. In tal caso si dovrà adottare un tipo di avanzamento misto passando, ad esempio, da un avanzamento a triangolo ad uno a rettangolo variando leggermente le distanze tra gli irrigatori.
Al fine di assicurare una elevata uniformità di distribuzione le ditte produttrici consigliano normalmente una distanza tra gli irrigatori pari quasi alla gittata. Prove eseguite privatamente hanno però dimostrato che tali sovrapposizioni “spinte” non garantiscono necessariamente una distribuzione uniforme.
In realtà solo conoscendo l’esatta curva di distribuzione è possibile calcolare sia l’esatto raggio utile che la distanza più idonea ad assicurare la massima uniformità di distribuzione.