L’installazione di un impianto di irrigazione: la posa delle tubazioni

di Lucia Bortolini

 

da Macchine e Motori Agricoli, suppl. al n. 2 - 2000

 

 

L’installazione di un impianto di irrigazione prevede l’esecuzione di una serie di operazioni che vanno dal picchettamento e tracciatura del percorso fino al montaggio della componentistica (irrigatori, valvole, programmatore, ecc.).
Il regolare funzionamento dell’impianto e la sua stabilità nel tempo sono assicurati dalla corretta esecuzione delle varie operazioni. Talvolta, rotture che si verificano nell’impianto sono proprio legate alla mancata osservanza di buone regole di installazione.
Anche la posa delle tubazioni costituisce quindi un’operazione che, per assicurare la corretta installazione di un impianto irriguo, necessita di un’attenta esecuzione e richiede alcuni importanti accorgimenti.
La prima fase di esecuzione di un impianto di irrigazione riguarda il picchettamento. Esso consiste nell’assegnazione della posizione fisica di ogni singolo irrigatore e quindi dei vari punti che verranno poi collegati con le tubazioni. Anche se questa operazione può sembrare banale, è indispensabile che venga eseguita con assoluta accuratezza, in quanto solo il corretto posizionamento degli erogatori assicura una buona uniformità di distribuzione idrica sul tappeto erboso ed un adeguato rifornimento idrico a tutte le piante presenti in un giardino.
I picchetti devono essere infissi in modo solido nel terreno ed essere ben visibili. Nel caso di impianti di una certa dimensione, suddivisi in più settori, un utile accorgimento può essere quello di differenziare i picchetti con diversi colori o simboli.
Per il corretto posizionamento dei picchetti (ovvero degli irrigatori) è necessario effettuare la misurazione delle distanze per mezzo di opportuni strumenti di misura come cordelle metriche, bindelle, ecc.; inoltre, è bene fare attenzione al rapporto di scala adottato nel progetto (1:100 o 1:200, ecc.) e verificare che le distanze in campo rispettino questa scala o comunque le differenze vengano mantenute sotto il 2-3%.
Una buona regola è quindi quella di attenersi scrupolosamente al progetto posizionando gli irrigatori nel punto esatto riportato sul disegno. Nel caso in cui fosse necessario rivedere il posizionamento di un irrigatore per la presenza di un ostacolo o altro impedimento fisico non rilevato in fase di progettazione, sarebbe bene contattare il progettista.
Il picchettamento precede normalmente il lavoro di tracciatura, anche se talvolta le due operazioni vengono eseguite contemporaneamente.
Nell’operazione di tracciatura si definisce il percorso di tutte le tubazioni che verranno interrate. Un utile accorgimento è quello di utilizzare traccianti ben visibili, non facilmente asportabili dalla pioggia o dal vento.
Nel caso debbano essere interrate condutture in PVC, materiale robusto ma poco elastico e flessibile, bisognerà cercare di eseguire un tracciato il più possibile rettilineo, adottando cambi di direzione precisi in base alla raccorderia impiegata (curve, gomiti, ecc. a 90° o 45°). Se le tubazioni da interrare sono in PE, materiale che presenta caratteristiche di maggiore flessibilità, oltre ad un migliore adattamento a tracciati non perfettamente rettilinei, vi è la possibilità di effettuare curvature senza raccordi speciali realizzando però il cambio di direzione con ampio raggio per evitare eccessivi stiramenti e compressioni della condotta.
Per entrambi i tipi di tubazione è comunque opportuno realizzare derivazioni che rispettano le angolature presenti nei raccordi (generalmente 90°) per evitare rotture ed instabilità nelle giunzioni e nelle tubazioni stesse.
Dopo aver tracciato il percorso è possibile eseguire lo scavo delle trincee dove vengono alloggiate le tubazioni.
Lo scavo può essere realizzato:

  • a mano: richiede tempi lunghi ed elevati costi di manodopera. Lo scavo a mano può essere necessario per completare il lavoro eseguito con escavatori meccanici.
  • con escavatore a braccio: molto usato fino a qualche anno fa. Rapido e poco costoso effettua un’azione dirompente che lo rende adatto a qualsiasi tipo di terreno. Il grado di finitura è però grossolano richiedendo un successivo lavoro manuale di pulizia e perfezionamento. Le larghezze di scavo sono notevoli per cui se il lavoro viene eseguito in un giardino già esistente, si procureranno danni notevoli alla cotica erbosa ed alle altre piante presenti.
  • con escavatore a catena: è il sistema che si sta maggiormente diffondendo. La finitura è pressoché perfetta richiedendo pochi interventi manuali di appoggio e perfezionamento. La qualità del terreno di risulta, finemente sminuzzato ed accuratamente allineato ai bordi dello scavo, può consentire la posa diretta della tubazione ed il suo successivo interramento.

Il mercato propone ormai numerosi modelli di escavatori ciclici in grado di realizzare trincee anche di pochi centimetri di larghezza. Nel caso si intenda realizzare un impianto di irrigazione su un giardino già esistente possono essere utilizzate macchine posatubi a lama vibrante che lasciano la superficie del prato praticamente inalterata; l’interramento delle tubazioni viene realizzato da una lama che fende il terreno vibrando ed è dotata alla sua estremità inferiore di un’ogiva alla quale viene collegato il tubo.
Nel caso si debba far passare la tubazione sotto una strada o altra zona pavimentata, è possibile utilizzare gli interratori sotterranei pneumatici. Si tratta di ottime attrezzature che riescono in tempi molto rapidi ad installare tubazioni a spinta, oppure a trazione adottando un particolare dispositivo. Questo dispositivo è in grado di eseguire contemporaneamente le operazioni di perforazione e trazione di tubi leggeri, proteggendo il tubo e mantenendolo serrato all’estremità dell’interratore.
Per quanto riguarda i requisiti tecnici dello scavo (profondità, larghezza, ecc.), questi varieranno a seconda del tipo di tubazione, terreno, carichi da sopportare, profondità delle lavorazioni, presenza di strati duri, ecc.
La larghezza dovrà essere tale da permettere l’alloggiamento della tubazione e l’esecuzione di eventuali operazioni di giunzione delle barre.
La profondità delle scavo dipende dalle caratteristiche della tubazione (materiale, spessore, ecc.), dalla pressione di esercizio dell’impianto e dal tipo di terreno in cui avviene la posa. Inoltre, bisognerà considerare la pressione idrostatica di esercizio nella condotta, le sovrapressioni dovute al colpo d’ariete, il peso del terreno sovrastante e, in zone carrabili, eventuali carichi accidentali dovuti al passaggio di veicoli.
In pratica per tubazioni in PVC o PE, in terreni non soggetti a carichi particolari se non quelli dovuti a calpestio e veicoli leggeri, vengono adottate profondità di 50-60 cm nel caso di diametri fino a 63 mm e 80-90 cm per diametri superiori. Tali profondità assicurano nei nostri ambienti la protezione delle tubazioni dal gelo durante il periodo invernale, anche se non viene effettuato il drenaggio dell’acqua a fine stagione.
La tubazione deve, poi, essere depositata sul fondo della trincea sopra uno strato di sabbia od altro materiale incoerente di almeno 10 cm di spessore e ricoperta da altrettanto materiale sciolto.
Il letto di posa è tanto più necessario quanto maggiore è il diametro della tubazione, meno elastico è il materiale della tubazione e quanto più irregolare e ricco di detriti è il fondo della trincea. Tubazioni in PE di diametro limitato possono essere interrate anche senza letto di posa.
Nel caso di tubazione di maggiori dimensioni ed elevate pressioni di esercizio è opportuno prevedere nei punti in corrispondenza a deviazioni del flusso (curve, gomiti, derivazioni, ecc.) opportuni ancoraggi per contrastare le spinte impresse dal flusso d’acqua. I supporti di spinta si realizzano gettando un blocco di calcestruzzo lateralmente o attorno alla tubazione o raccordo; le dimensioni e l’orientamento del supporto dipendono dalla direzione e forza di spinta e dalla resistenza del suolo alla compressione (figura 1). In pratica si tratta di blocchi in calcestruzzo di forma tronco-conica la cui superficie di reazione può essere calcolata con vari procedimenti come ad esempio

A = S x P / C

dove A è la superficie di reazione in cm2, S è la spinta in kg, P è la pressione massima di esercizio in bar e C è il carico di sicurezza in kg/cm2. In tabella 1 sono riportati i valori delle spinte su diversi pezzi speciali e in figura 2 i carichi si sicurezza per diversi tipi di terreno.
Nelle curve a grande raggio le spinte vengono assorbite dal materiale di riempimento della trincea.
È bene ricordare che, prima di procedere al riempimento della trincea, è necessario mettere in pressione l’impianto introducendo l’acqua nelle tubazioni. In questo modo è anche possibile verificare la stabilità e resistenza delle varie giunzioni eseguite.
Per il riempimento della trincea può essere utilizzato materiale di risulta, l’importante è che sia libero da sassi o altri pezzi grossolani. Il materiale terroso deve essere, quindi, compattato in modo da eliminare gli spazi vuoti facendo attenzione a non deformare, spostare o danneggiare la tubazione. Una buona compattazione si ottiene bagnando abbondantemente il terreno smosso fino alla saturazione ed eseguendo una consolidazione con la vanga o altro attrezzo, anche meccanico. Successivamente, quando il terreno sarà completamente asciutto e si sarà effettuata la prova di funzionamento dell’impianto, si procederà al riempimento definitivo della trincea.